Iniziamo il lavoro sul primo dei due velivoli del kit già recensito. Iniziamo dal MC.202, tra i tre schemi presenti nella scatola, decidiamo di procedere con il velivolo della 73a Squadriglia, 9° Gruppo, 4° Stormo C.T. appartenuto al Serg. Maggiore Teresio Martinoli, di stanza in Egitto nel 1942. Divideremo il nostro lavoro nella parte di ricerca, più che altro un esercizio volto a confermare quanto presente nel libretto di istruzioni, e la preparazione vera e propria delle stampate.


Ricerca Storica

Il Mezzo

Come dicevamo si tratta di un MC.202 tropicalizzato, quindi con i filtri anti-sabbia sulla presa d’aria del motore, appartenente dal 4° Stormo (allora ancora C.T.), 9° Gruppo, 73a squadriglia.

Il kit Italeri propone due possibilità per l’impennaggio orizzontale di coda, una con una aletta compensatrice e l’altra no. Per quanto riguarda il soggetto in costruzione la più corretta è quella dritta, come riporta sia il libretto di manutenzione del 1942, sia le foto della 73a di quel periodo, quindi gli impennaggi “alternativi” 14A e 15A non saranno utilizzati. Infatti lo stabilizzatore con equilibratore compensato viene introdotto  tramite un “modulo di proposta” probabilmente dalla IX serie in poi. Mentre il modello preso in esame era sicuramente precedente.

La storia del 4° stormo è ricca e continua fino a oggi, prendo quanto scritto sulla pagina ufficiale dell’Aeronautica Militare Italiana che potete consultare per intero qui

Il 4° Stormo è tra i Reparti più anziani dell’Aeronautica Militare: i suoi oltre 90 anni di vita sono tutti di effettiva ininterrotta attività. I due gruppi e alcune sue squadriglie risalgono alla 1ª Guerra Mondiale. […] il 1° giugno del 1931, il 4° Stormo Aeroplani Caccia formato da due gruppi: IX e X. Il 4° Stormo può annoverare tra le proprie fila le squadriglie più blasonate del I conflitto mondiale: la 91ª Squadriglia degli Assi, 60 velivoli nemici abbattuti, 3 medaglie d’oro assegnate ai suoi piloti (Baracca, Piccio e Ruffo di Calabria), 16 medaglie d’argento e 7 di bronzo, 10 assi della caccia tra i suoi piloti, primo tra tutti Francesco Baracca (34 vittorie) con il suo Spad contrassegnato dal cavallino rampante.

[…]

Nel 1939 vengono assegnati i primi FIAT CR.42. Nel 1940 lo Stormo è equipaggiato con velivoli MC.200 Saetta. Nel 1941 il IX e il X gruppo vengono impiegati sul fronte jugoslavo, successivamente il IX gruppo si addestra sul nuovo velivolo Macchi C202 Folgore. Lo Stormo partecipa in prima linea durante la Battaglia di El Alamein. […]

Dal 2011, il 4° Stormo di Grosseto ha dato importanti segnali in termini di operatività ed efficienza, garantendo le operazioni Winter Hide, Aeroindia, Odyssey Dawn e Unified Protector. Il personale, i mezzi e i velivoli del 4° Stormo hanno partecipato all’operazione Cieli Ghiacciati in Islanda ed all’operazione Baltic Air Policing in Lituania con il compito di assicurare il servizio di sorveglianza dello spazio aereo ed al contempo, per svolgere attività addestrativa.

La squadriglia, appunto, esiste tutt’oggi, equipaggiata con gli EFA-2000 Eurofighter Typhoon ed ha ruolo di interdizione aerea e sorveglianza e difesa dello spazio aereo italiano.

Per quanto riguarda l’araldica sul velivolo è presente solo lo stemma del 4° Gruppo, il cavallino rampante nella versione nera, sormontato dal nodo sabaudo aggiunto in onore del Duca Amedeo d’Aosta, Comandante carismatico del 4° Stormo (1933-1934), l’ordinale 4 in rosso che segue il numero della squadriglia, la 73a. Mentre in alcuni velivoli della squadriglia vicino alla prua  è presente anche la firma di baracca, in altri, come in questo esemplare, manca, come correttamente riportato dallo schema colore proposto dalla italeri.

Per dovere di cronaca riporto anche lo stemma araldico del IX Gruppo, detto gamba di ferro e della 73a Squadriglia


Locazione proposta

Viene proposto il velivolo nel 1942 quando era stanziato a Fuka (فوكة) che viene erroneamente collocata in Libia, mentre è in Egitto. Da varie fonti si danno per dispersi i documenti dello stormo del periodo, ma il IX Stormo viene collocato nel campo di volo costruito vicino alla stazione ferroviaria di Fuka, dove, da fonti statunitensi, la squadriglia si attesta in base avanzata nel giugno del 1942.

Il campo di volo nasce come campo della RAF, in seguito occupato dalla USAF e per un breve periodo dall’Asse, prima con i tedeschi e poi con gli italiani, ed infine di nuovo liberato dagli Alleati.

Il campo non era altro che una distesa desertica, gli accampamenti erano lungo la costa e intorno al campo di volo vero e proprio le uniche costruzioni che erano state edificate dai britannici erano state abbattute prima della loro ritirata, è quasi sicuro non vi fossero hangar per il riparo dei velivoli, e appunto l’accampamento, poco più che un ammasso di tende, si trovava lontano dal campo di volo, lungo la costa.

Sergente Maggiore Teresio Martinoli

Il Sergente Maggiore Teresio Martinoli, nato alla fine del primo conflitto mondiale, è considerato, assieme a molti colleghi del IX Stormo, uno degli assi della regia aeronautica con al suo attivo 22 o 23 vittorie, secondo le fonti, di cui 10 come aviatore della Regia Aeronautica e 1 con l’Aeronautica Cobelligerante, le restanti sono abbattimenti collettivi. Dopo l’armistizio accettò di combattere al fianco degli alleati, e morì nel 1944 durante una missione di addestramento sui nuovi P-39 Airacobra.


Preparazione

Gli stampati sono stati lavati in acqua tiepida e sgrassatore, qui dobbiamo stare molto attenti alla temperatura e allo sgrassatore che usiamo. Infatti temperature troppo alte o sgrassatori troppo aggressivi possono modificare le proprietà della plastica, facendola piegare o facendole perdere in dettaglio. Io ho usato un normale sgrassatore spray con acqua  a 38 gradi, le plastiche si sono comunque molto ammorbidite, anche se non si sono verificate alterazioni o perdite di dettaglio, consigliando comunque di adottare temperature anche più basse o direttamente l’acqua fredda.

Per il fondo si è proceduto a spray, si è scelta una base nera, perché così facendo si ottengono colori più cupi e spenti, tipici di un velivolo più “vissuto”, inoltre aiuta l’invecchiamento e tende a dare il giusto tono ai metallici che se passati con tecnica a secco risultano già invecchiati.

Come base ho usato uno spray Chaos Black della Citadel, che personalmente prediligo per la finezza del pigmento e il potere coprente, risulta poi perfetto per le tinte acriliche a base alcolica che ho deciso di usare per questo modello, le Tamiya e Mr Color. Sono leggermente più complicate da passare al pennello rispetto ai più tradizionali acrilici a base acqua, ma asciugano più in fretta e si possono gestire meglio, soprattutto se si ha l’accortezza di usare il thinner appropriato. Alcuni modellisti usato al posto del thinner alcool denaturato, ma trovo pericolosa la tinta di base rosata ed inoltre una bottiglia di thinner costa sui 5 euro ed è uno di quei oggetti da modellismo che non ho mai sentito di qualcuno che lo avesse ricomprato perché finito.

Trovo ancora superiori gli smalti, ma ormai sono troppo difficili da gestire e tendono a rovinare i pennelli con una velocità impressionante, mentre gli acrilici ad acqua li trovo troppo poco coprenti e ancora difficoltosi nell’uso anche su primer ottimi come appunto quello della Citadel, da queste considerazioni la mia scelta dell’uso di acrilici su base alcolica, più vicini come stesura e copertura agli smalti, ma decisamente più semplici nella gestione. I pennelli basta pulirli bene con un po’ di thinner e poi risciacquarli con acqua calda e sapone e sono perfetti.

Colori usati durante questo sessione

Campione ColoreFederal Standard 595Codice TamiyaCodice Mr ColorColori CitadelCodice Italeri
 FS37038XF01343Chaos Black4768AP