La scatola del kit

Eccoci qui a parlare di questo bellissimo kit della italeri che rende onore a questa opera d’arte dell’ingegneria aeronautica Italiana, i Macchi Castoldi 202 e 205.

Benché nato in uno dei periodi più violenti e tristi della nostra storia questo velivolo si distinse immediatamente per l’altissima qualità del progetto e per le eccezionali doti di volo.

Naturale successore del MC200, il 202 nasce dall’esigenza individuata dalla Regia Aeronautica di migliorare le performance della prima generazione di velivoli da caccia che essa aveva in dotazione nel 1939. Si trattava, come il 200, di velivoli a cabina aperta e motore radiale. Il motore radiale aveva come controindicazione un grande sezione frontale che pregiudicava l’aerodinamicità del velivolo, per questo, come afferma lo stesso Ing Mario Castoldi in una intervista del 1942 ad L’Ala d’Italia, e per la necessità di aumentare la potenza disponibile l’introduzione di un motore in linea raffreddato a liquido era improrogabile.

Basandosi sui suoi progetti degli idrocorsa, in particolare sul circuito di raffreddamento a acqua pressurizzata utilizzato sul MC 72, ma ovviamente con le modifiche necessarie ai contesti bellici, l’Ing Castoldi modifico la cellula del 200 producendo un velivolo del tutto nuovo, il 202 appunto.

Daimler-Benz DB 601

Il prototipo effettuerà i primi voli a metà del 1940 alimentato dal Daimler-Benz DB 601 da 1175 CV, di questo motore venne concessa la produzione in licenza all’Italia dalla Germania, che affidò l’incarico alla Alfa Romeo, si dovette però aspettare la fine del 1941 perché i primi motori italiani, denominati RA 1000 RC.41 leggermente meno potenti a causa dei materiali meno pregiati, ma nel complesso più resistenti, venissero montati sui velivoli da caccia italiani della seconda generazione, tra cui appunto il 202.

RA 1000 RC.41

Nell 1943 si iniziò a pensare all’evoluzione dei velivoli con quella che venne denominato la “Serie 5” dall’utilizzo come propulsore del Daimler-Benz DB 605 prodotto su licenza dalla Fiat con denominazione RA 1050 RC.58. Il 605 era una evoluzione del 601 di cui manteneva in pratica la completa compatibilità nel fattore di forma, nonostante avesse 300 cavalli in più del 601.

I motori era così simili che il primo 205 era in realtà un 202 con semplicemente montato un 605. Con la messa in produzione del velivolo l’Ing Castoldi effettuò alcune modifiche al radiatore dell’olio (singolo ed inferiore sul 202, mentre è doppio e spostato ai lati sul 205) e all’ogiva dell’elica, più arrotondata sul 205 per accomodare il nuovo gruppo riduttore del RA 1050 RC.58. La modifica al radiatore dell’olio si rese necessaria per aumentare il flusso d’aria al radiatore dell’acqua che nel 202 era parzialmente occluso dal radiatore unico che si trovava immediatamente davanti.

Dettagli di differenza tra il 202 e il 205

Antenna staccata sulla fusoliera del 205

Ma adesso parliamo del kit della Italeri. Purtroppo la storia personale di questo kit è un po’ movimentata, come si nota dallo stato della scatola e dalla rottura trovata all’apertura degli sprue del 205.

Il kit presenta due serie di sprue molto simili per il 202 e il 205, distinguiamo i due set dalla diversa disposizione della fusoliera e delle ali negli sprue. Per il 202 abbiamo la fusoliera nello sprue più piccolo, mentre nel 205 essa si trova in quello più grande. I trasparenti sono invece identici. Anche nella realtà i due velivoli erano molto simili con minori differenze come già detto sui radiatori dell’olio e sull’ogiva dell’elica, quindi avere i due set di sprue praticamente uguali era prevedibile. Notiamo subito alcune sbavature e altri dettagli che renderanno delicato il montaggio, In alcuni casi il collegamento tra lo sprue e il pezzo si trova in un punto delicato che con il taglio e la conseguente correzione potrebbe causare un danno al pezzo con seguente necessità di stucco e lima.

Test fotografico dell’assemblaggio del ruotino di coda

In particolare trovo discutibile, ma comprensibile dal punto di vista ingegneristico, il ruotino di coda su una struttura separata dal resto della fusoliera con susseguente necessità di incollare un pezzo molto piccolo con tolleranze minime in un punto già di per se delicato e che nella realtà non presentava soluzioni di continuità con il resta della fusoliera.


Immagini dell’apertura della confezione

Il kit propone 6 versioni di schema colori con relative decalcomanie, 3 sono per il 202, tutte del fronte nord africano del 1942. Sempre 3 per il 205 con due belle sorprese, almeno per noi che giochiamo in casa, con due velivoli di stazza a Capoterra e a Elmas nel 1943, entrambi in provincia di Cagliari, e un velivolo di stazza, sempre nel ’43, a Galatina. Due di questi schemi colore, uno per il 202 e uno per il 205, li troviamo a colori sul retro della scatola, con un elenco di colori Italeri suggeriti, come al solito vi proponiamo la nostra lista alla fine dell’articolo.

La qualità delle decalcomanie, vista comunque che si tratta di decalcomanie non di terza parte e di una scala molto piccola, sono dettagliate, ma soprattutto precise e relativamente ben centrate. Gli elemento meno precisi sono i fasci littori dove si nota un leggero spostamento dei colori, mentre nelle decalcomania monocromatiche, come le scritte di descrizione dei pesi nell’impennaggio di coda, si apprezza un bel dettaglio senza sfocature.

Dettaglio decalcomanie

Trovo invece una scelta discutibile il non aver dettagliato nello stampo il cockpit, lasciando il lavoro di rendere gli strumenti e gli interruttori alle decalcomanie. Certo la piccola scala non facilitava il lavoro, ma la italeri stessa con il suo modello sull’F-5II aveva fatto un ottimo lavoro sul cockpit.

Cockpit
Lista dei colori con equivalenti come da istruzioni

 
FS595
FS17178
Tamiya
X11
Life Color
LC74
Humbrol Enamel
191
 

4678AP

Metal. Gloss Silver

FS595
FS36300
Tamiya
Life Color
LC18
Humbrol Enamel
128
 

4762AP

Flat Light Ghost Gray

FS595
FS37038
Tamiya
XF01
Life Color
LC02
Humbrol Enamel
33
 

4768AP

Flat Black

FS595
FS30118
Tamiya
XF52
Life Color
UA016
Humbrol Enamel
29
 

4708AP

Flat Field Drab

FS595
FS11302
Tamiya
X07
Life Color
LC56
Humbrol Enamel
19
 

4605AP

Gloss Red

FS595
FS15200
Tamiya
X23
Life Color
Humbrol Enamel
47
 

4650AP

Gloss Light Blue

FS595
FS13538
Tamiya
X24
Life Color
Humbrol Enamel
188
 

4642AP

Gloss Yellow


 

Come vedete per il FS36300 non esiste una corrispondenza Tamiya, se siete come me appassionati di acrilici a base alcolica posso suggerirvi l’XF-83, decisamente più chiaro e leggermente più blue, ma comunque se non state facendo una riproduzione fedele perfetto.

Per questo “open box” chiudiamo qui, su questi velivoli scriveremo ancora durante l’assemblaggio e poi una recensione completa a chiusura.